Io penso che tutti gli incontri nella vita non siano casuali.
Questa consapevolezza mi spinge a pregare per tutti (anche e soprattutto per chi si professa non credente) quelli con cui vengo a contatto, sia nella vita reale che qui sul blog.
Oggi su Telegram mi è arrivato questo commovente messaggio:
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Ciao, mi chiamo WERNGARD PIRATZKI .
Ho un cancro in fase terminale. I medici non mi danno molto tempo…
Prima di andarmene, ho deciso di fare un ultimo gesto che mi sta a cuore. Ho 683.000 euro che vorrei dare a una persona di mia fiducia affinché li utilizzi in modo sensato: per aiutare gli orfani, i bisognosi o altre cause giuste e umane.
Non chiedo nulla in cambio. Questa donazione è sincera. Semplicemente non voglio lasciare che il denaro rimanga inutilizzato in banca, quando invece potrebbe davvero fare la differenza.
Se questo messaggio ti ha colpito e sei disposto a parlarne, sarei felice di sentirti.
Grazie per avermi letto.
WERGARD PIRATZKI🙏
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Profondamente colpito da tanta generosità ho risposto:
“Cara Wergard Piratzaki, sono rimasto molto colpito dalla tua storia e soprattutto di essere considerato “una persona di tua fiducia” nonostante il trascurabile fatto che non ci siamo mai visti né conosciuti prima. Questo è senz’altro straordinario e dimostra la tua grande capacità di conoscere (anche a distanza) le persone. Un talento enorme.
Purtroppo mia mamma fin da piccolo mi ha sempre insegnato a non accettare mai donazioni al di sotto dei 685.000 euro, per nessun motivo. Il perché mia mamma abbia fissato proprio quella cifra non lo so. Per cui , pur addolorato, mi trovo a non poter accettare la tua pur generosa donazione.
Peccato, bastavano 2000 euro in più e avremmo trovato l’accordo.
Prendo spunto dal post di oggi della nostra Nemesys sulla difficoltà di trovare spazi di riposo nelle nostre lunghissime giornate piene di doveri.
Probabilmente solo in vacanza riusciamo a staccare del tutto perché a casa c’è sempre da fare, sempre.
La vacanza (parlo per me e MdM) è, in sostanza, avere tempo. Magari solo una settimana ma fatta bene.
Riposarsi, alzarsi senza preoccuparsi di sistemare la stanza, andare a fare colazione e trovare tutto pronto, mangiare tutto quello che si vuole e poi alzarsi dal tavolo senza dover pulire e lavare o mettere in lavastoviglie.
Andare in spiaggia, fare il bagno, mettersi a leggere un buon libro sotto l’ombrellone.
Fare lunghe passeggiate sulla sabbia, respirare il mare con naso e occhi.
Stare in silenzio.
Ascoltare la risacca.
Chiacchierare tra di noi, ridere. Pranzare e cenare senza preoccuparsi della spesa e di cosa cucinare in fretta e furia la sera.
Avere tempo per fare quello che ti va senza fretta, fosse anche un pisolino dopo pranzo nel fresco della camera (meglio ancora far l’amore).
Avere tempo e uscire dal tritacarne della quotidianità che pure ha un suo gran valore ma che spesso ti toglie il fiato.